Non capita spesso che il sindacato dedichi una conferenza stampa alla sospensione di due dipendenti. La Cgil lo ha fatto occupandosi di due “ex” dirigenti dell’assessorato regionale al Territorio e Ambiente, Gioacchino Genchi e Alessandro Pellerito, sospesi dall’incarico per due anni. I segretari generali della Cgil siciliana e della Funzione pubblica Cgil, Italo Tripi e Michele Palazzotto, sostengono la causa dei due dirigenti diffidati, manifestando grande preoccupazione per l’andamento e le logiche in atto della politica siciliana.
“I rilievi che hanno portato alla sospensione da parte della giunta regionale dei dirigenti dell’assessorato al Territorio e Ambiente, Gioacchino Genchi e Alessandro Pellerito, dagli incarichi di dirigenza sono infondati e pretestuosi. Quel provvedimento va dunque ritirato”.
Michele Palazzotto ha parlato di “un caso di persecuzione” da parte del governo regionale nei confronti di due dirigenti efficienti e meticolosi che hanno giustamente e correttamente svolto il loro lavoro.
Il problema “reale” e realistico risiederebbe nel fatto che la posizione contraria dei due dirigenti alla realizzazione dei termovalorizzatori in Sicilia vada in direzione opposta agli interessi economici rappresentati da questa opera.
“E’ una vicenda paradossale - ha commentato il segretario generale Cgil Sicilia Italo Tripi - Viene sospeso chi si adopera con atti concreti per applicare le leggi. E’ come se si voglia mandare il segnale generale che nell’amministrazione è meglio farsi i fatti propri”. In riferimento alla questione dei termovalorizzatori, Tripi ha parlato di “rappresaglia politica”, aprendo un discorso sulla funzione e gli effetti dell’impianto d’incenerimento dei rifiuti. Esso non prevede e rappresenta il fallimento (che già in Sicilia è una realtà di fatto) della raccolta differenziata e incoraggia le importazioni dei rifiuti dalle altre parti d’Italia, e quindi motivo d’interesse economico della politica siciliana.
Alessandro Pellerito:
"Sono dirigente regionale assunto a tempo indeterminato come vittima della mafia, un posto di lavoro molto ambito dalle mie parti e praticamente irraggiungibile per i comuni mortali.
Per chi non mi conosce, ho lavorato con il dr. Genchi e adesso, con lui, pago il nostro lavoro con una richiesta di licenziamento pendente alla Giunta Regionale e la revoca del mio incarico di dirigente. Tutto questo nel silenzio assordante di quanti, in passato, hanno chiesto la nostra collaborazione ed il nostro appoggio, tecnico e non.
Quindi, manteniamo questo silenzio e, cortesemente cancellatemi da tutte le mailing list. E teniamoci gli inceneritori.
Io non ho alcuna richiesta nè alcun rimprovero da fare…Il fatto è che ogni volta che mi arriva una e-mail avente per argomento la tutela dell'ambiente mi viene la nausea; sia perchè il nostro popolo oltre le e-mail non riesce ad andare, sia perchè per "la tutela dell'ambiente", da ormai 3 anni, sono costretto ad una vita non serena e, mi sento di dire, nella quasi indifferenza di molti di quelli che vanno sventolando le bandiere della legalità. Ho già avuto un provvedimento disciplinare, la revoca del contratto, il licenziamento pendente in Giunta e non so quante denunce… Quello che voglio adesso è mantenere il mio posto di lavoro e raggiungere la serenità che io e la mia famiglia abbiamo perso.
Sono dalla parte mia… non sono più dalla parte della gente; me lo sono levato questo vizio. Troppo alto il prezzo da pagare, per giunta nell'indifferenza: da quanti mesi Ino chiede aiuto e mobilitazione? Troppe minacce, troppe denunce, troppo tempo perso dall'avvocato o dai carabinieri. Si era parlato di coinvolgere i vari partiti a livello nazionale, le varie associazioni ambientaliste a livello nazionale, il ministero dell'ambiente, conferenze stampa di denuncia e via così; io non ho visto nulla se non i provvedimenti fatti contro me ed Ino."
Gioacchino Genchi e Alessandro Pellerito vincono il ricorso contro la revoca dei loro incarichi da parte dell'arch. Tolomeo
Il dott. Gioacchino Genchi è stato rimosso illegittimamente dal suo incarico di responsabile del Servizio 3 "Tutela dall'inquinamento atmosferico" da parte dell'arch. Tolomeo, che non ne aveva alcun titolo e potere. Analoga decisione è stata presa per il dott. Alessandro Pellerito, responsabile dell'Unità Operativa "Autorizzazione alle emissioni in atmosfera".Entrambi devono essere reintegrati nei loro incarichi e nelle loro funzioni.Entrambi devono essere risarciti per i danni materiali, etici, professionali ed economici subiti.
Oggi Alessandro Pellerito con la sua famiglia parte e ci saluta:
"Abbiamo chiesto la residenza permanente in Canada. I miei figli non devono crescere in questo schifo di paese, che mortifica quotidianamente le persone oneste e persino la memoria dei propri eroi, quelli veri, non gli stallieri …"
Mestamente gli auguro buona fortuna e la serenità agognata....